Crescere

                                          Vicente Romero

 

Copia di Vicente Romero - (5)

                                             Dopo un po’ impari

la sottile differenza tra tenere una mano

e incatenare un’anima.

E impari che l’amore non è

appoggiarsi a qualcuno e la

compagnia non è sicurezza.

E inizi a imparare che i baci non sono

contratti e i doni non sono promesse.

E incominci ad accettare le tue sconfitte

a testa alta e con gli occhi aperti

con la grazia di un adulto

non con il dolore di un bimbo.

Ed impari a costruire tutte le strade

oggi perchè il terreno di domani

è troppo incerto per fare piani.

Dopo un po’ impari che il sole scotta,

se ne prendi troppo.

Perciò pianti il tuo giardino e

decori la tua anima, invece di

aspettare che qualcuno

ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero sopportare,

che sei davvero forte,

e che vali davvero.

.

                    Anonimo

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Là dove sono posto

                                                                               Daniel Gerhartz

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Ho imparato a essere felice

là dove sono posto.

Ho imparato che ogni momento di  ogni

singolo giorno racchiude

tutta la gioia, tutta la pace,

tutti i fili di quella  trama che

chiamiamo vita.

Il significato è riposto in ogni istante

Non c’è altro modo per trovarlo.

Percepiamo solo e soltanto

ciò che permettiamo a noi stessi

di percepire,

tutti i giorni, un istante dopo l’altro

.

                          Herman Hesse.

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E viene il tramonto

 

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Preghiera dell’anziano

Signore ,invecchio; lo sai meglio di me

e un giorno anc’hio farò parte dei vecchi

Preservami dalla fatale abitudine

di credere che su tutto

e in tutte le occasioni io abbia

qualcosa da dire.

Liberami dal desiderio ossessionante

di mettere ordine negli affari altrui.

Fa di me una persona seria ma

non scontrosa, servizievole

ma non autoritaria.

Mi dispiace di non rendere utili

le mie riserve di esperienza vera,

ma tu lo sai, Signore:

vorrei conservarmi qualche amico.

Trattienimi dal ripetere sempre

le stesse cose.

Dammi le ali per giungere alla meta

Sigilla le mie labbra sui miei

malanni e dolori

benchè siano in continuo aumento

e mi sia sempre più dolce

con lo scorrere degli anni enumerarli

Non oso chiederti di giungere

all’interessamento vero

per il racconto dei dolori altrui,

ma aiutami ad ascoltarli con pazienza

Non oso chiederti una migliore

memoria, ma dammi sempre

una più vera umiltà e una

minor sicumera quando

la mia memoria si urta con l’altrui

Insegnami la gloriosa lezione

che anch’io posso sbagliarmi

Proteggimi. Non  aspiro poi

tanto alla santità:

alcuni santi rendono la vita difficile

Ma l’amarezza  di un anziano è

senza dubbio una delle più riuscite

invenzione del demonio.

Rendimi capace di vedere il bene

là dove meno si aspettava

e di riconoscere  talenti a persone

che non pareva ne avessero.

e fammi la grazia

di saperglielo dire.

Amen

.

( Preghiera di una monaca del sec.XVII

trovata nella cattedrale di Canterbury)

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Le parole

 

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Le parole se si ridestano

rifiutano la sede

più propizia, la carta

di Fabriano, l’inchiostro

di china, la cartella

di cuoio o di velluto

che le tenga in segreto;

le parole

quando si svegliano

si adagiano sul retro

delle fatture, sui margini

dei bollettini del lotto,

sulle partecipazioni

matrimoniali o di lutto;

le parole

non chiedono di meglio

che l’imbroglio dei tasti

nell’Olivetti portatile,

che il buio dei taschini

del panciotto, che il fondo

del cestino, ridottevi

in pallottole;

le parole

non sono affatto felici

di esser buttate fuori

come zambracche e accolte

con furore di plausi

e disonore;

le parole

preferiscono il sonno

nella bottiglia al ludibrio

di essere lette, vendute,

imbalsamate, ibernate;

le parole

sono di tutti e invano

si celano nei dizionari

perchè c’è sempre il marrano

che dissotterra i tartufi

più puzzolenti e più rari;

le parole

dopo un’eterna attesa

rinunziano alla speranza

di essere pronunziate

una volta per tutte

e poi morire

con chi le ha possedute.

.            Eugenio Montale.

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