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I passeri perduti

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Amo i passeri perduti

che tornano dall’aldilà

a confondersi con un cielo

che mai più potrò recuperare.

Tornano di nuovo i ricordi,

le ore giovani che ho dato

e dal mare giunge un fantasma

fatto di cose che amai e persi.

.

Tutto fu un sogno, un sogno che

perdemmo, come perdemmo gli uccelli

e il mare, un sogno breve e antico

come il tempo che gli specchi

non possono riflettere.

Dopo cercai di perderti in tante altre

e quell’altre e tutte eri tu;

infine riuscii a capire quando un addio

è un addio, la solitudine mi divorò

e fummo due.

.

Tornano i passeri notturni

che volano ciechi sul mare,

la notte è uno specchio

che mi ridà la tua solitudine.

Sono solo un passero perduto

che torna dall’aldilà

a confondersi con un cielo

che mai più potrò recuperare.

.

              Mario Trejo

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Parte del discorso di Charlie Chaplin

 dal film “ Il grande dittatore “

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Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare nè conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti; la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette, Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza…..

                                                chaplin

                                                

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Dove fioriscono i limoni

 

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Conosci tu il paese dove fioriscono

i limoni?

Brillano fra le foglie cupe

le arance d’oro,

una brezza lieve dal cielo azzurro spira

il mirto è immobile, alto è l’alloro!

Lo conosci tu?

Laggiù! Laggiù!

O amato mio con te vorrei andare!

…..

Conosci tu il monte e l’impervio sentiero?

Il mulo nella nebbia cerca la sua strada

Nelle grotte s’annida l’antica

stirpe dei draghi

La roccia precipita e sopra di lei l’ondata:

Lo conosci?

Laggiù! Laggiù,

porta la nostra strada,

andiamo o padre mio!

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Secondo viaggio di Goethe in Italia

L’Italia è ancora come la lasciai,

ancora polvere sulle strade,

ancora truffe al forestiero,

si presenti come vuole.

Onestà tedesca ovunque cercherai invano

c’è vita e animazione qui,

ma non ordine e disciplina;

ognuno pensa per sè, è vano,

dell’altro diffida,

e i capi dello stato, pure loro,

pensano solo per sè.

Bello è il paese! Ma Faustina,ahimè

più non ritrovo.

Non è più questa l’Italia

che lasciai con dolore.

.

    .  J. W. Goethe

 

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Passa il tempo

                   dipinto – Daniel Gerhrtz –

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Passa, passa tutto. Passa il tempo.

Finchè non arriva il momento in cui

ti fermi, anche solo un attimo, e

quell’attimo ti porta un milione

di pensieri. Ripensi a tante cose,

a tanti momenti che ormai sono ricordi.

Belli, semplici, a volte però

anche brutti, che ti hanno lasciato

un po’ di amarezza.

E dipende, da non si sa bene da cosa,

in quali ti perdi di più,

quali ti fanno battere il Cuore

di emozioni.

Tante parole, tante verità, altrettante

bugie anche, tante promesse fatte,

ricevute e spesso non mantenute.

Sono tutti ricordi che a volte si

vorrebbe cancellare, che a volte ti fanno

pensare “e se?”. “Se…”, quasi

come se potessimo ritornare indietro e

cambiare qualcosa, come se un gesto

differente, una parola in più o in meno

poteva ora farci vivere  un’altra vita.

Ma il tempo va solo avanti,

non si ferma.

Ci fermiamo solo noi, almeno crediamo

di farlo, e pensiamo, mentre insieme

al tempo scorre anche la vita.”

.              M. Kaur.

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I Ricordi

                    dipinto di – Abbot Fuller Graves –

Abbot Fuller Graves

I ricordi sono camere senza serratura,

camere vuote in cui non si osa più

entrare, perchè un tempo vi morirono

vecchi parenti.

Si vive nella casa di queste camere

chiuse…Si sa che ci sono,

com’è loro costume;

si tratta della camera azzurra,

e poi della camera rosa…

La casa si riempie così di solitudine

e continuiamo a viverci sorridendo…

Quando vuole lo accolgo, il ricordo che

passa, gli dico: “Mettiti lì…

tornerò a vederti…”

Lo so definitivamente che è ben

sistemato, ma talvolta dimentico di

tornare a vederlo.

Ce n’è molti così,nella vecchia dimora.

Ormai son rassegnati a essere

dimenticati, e se non vengo stasera,

oppure adesso, non siate esigenti con

il mio cuore come con la vita…

So che dormono là, dietro le pareti,

andare a riconoscerli, più non mi serve;

vedo le loro piccole finestre dalla strada,

e sarà così fino a che ne morremo.

Tuttavia sento talvolta, nell’ombre

quotidiane, non so qual fredda angoscia,

un certo brivido, e non capisco donde

vengano, questi dolori, e procedo…

Orbene, ogni volta, un lutto succede.

Un turbamento è un segreto venuto ad

avvertirci che è morto un ricordo,

oppur che se n’è andato…

Non si distingue bene quale sia, quel

ricordo, perchè si è tanto vecchi,

non ci si ricorda affatto…

.

Eppure sento palpebre che si

chiudono in me…

.           Henry Bataille

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Non ce l’ho con la primavera

foto dal weeb.

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Non ce l’ho con la primavera

perchè è tornata,

Non la incolpo

perchè adempie come ogni anno

ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza

non fermerà il verde.

il filo d’erba, se oscilla,

è solo al vento.

Non mi fa soffrire

che gli isolotti di ontani sull’acqua

abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto

che la riva d’un certo lago

è rimasta – come se tu vivessi ancora-

bella com’era.

Non ho rancore

contro la vista per la vista

sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare

che degli altri, non noi,

siedano in questo momento

su un tronco rovesciato di betulla.

Rispetto il loro diritto

a sussurrare, a ridere

e a tacere felici.

Suppongo perfino

che li unisca l’amore

e che lui la stringa

con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala

fruscia nei giuncheti.

Auguro loro sinceramente

di sentirla.

Non pretendo alcun cambiamento

dalle onde vicino alla riva,

ora leste, ora pigre

e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla

dalle acque fonde accanto al bosco,

ora color smeraldo,

ora color zaffiro,

ora nere.

Una cosa soltanto non accetto.

Il mio ritorno là.

Il privilegio della presenza –

ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo

e soltanto quanto basta

per pensare da lontano.

.   

Wislawa Szjmborska.

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Nulla due volte accade

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Nulla due volte accade

nè accadrà. Per tal ragione

si nasce senza esperienze,

si muore senza assuefazione.

Anche gli alunni più ottusi

della scuola del pianeta

di ripetere non è dato

le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,

non due notti uguali uguali,

nè due baci somiglianti,

nè due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome

qualcuno ha pronunciato,

mi è parso che una rosa

sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,

ho rivolto gli occhi altrove.

Una rosa? Ma cos’è?

Forse pietra, o forse fiore?

 

Perchè tu, malvagia ora,

dài paura e incertezza?

Ci sei perciò devi passare.

Passerai e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,

sorridenti tra le braccia,

anche se siamo diversi

come due gocce d’acqua.

.       Wistawa Szymborska.

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La matita della nonna

                                                     dipinto  – Telemaco Signorini –

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Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, le domandò : “ Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me “ La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote : “ E’ vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto. “ Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè  di speciale. “Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! “   Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità : se riuscirai a trasportarle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. “ Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. “ Dio “: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà. “ Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura ed usare il temperino. E’ un’operazione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore. “ Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia. “ Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensi la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te. Quinta qualità: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia : di conseguenza impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione”.

Paulo Coelho,  da – Sono come il fiume che scorre –

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