“ Ho tanta fede in te “

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Ho tanta fede in te che durerà

( è la sciocchezza che ti dissi un giorno)

finchè un lampo d’oltremondo distrugga

quell’immenso cascame in cui viviamo.

Ci troveremo allora in non so che punto

se ha un senso dire punto dove  non

è spazio e discutere qualche verso

controverso del divino poema.

So che oltre il visibile e il tangibile

non è vita possibile ma l’oltrevita

è forse l’altra faccia della morte

che portammo chiusa in noi

per anni e anni.

.

Ho tanta fede in me

e l’hai riaccesa tu senza volerlo

senza saperlo perchè in ogni rottame

della vita di qui è un trabocchetto

di cui nulla sappiamo ed era forse

in attesa di noi spersi e incapaci

di dargli un senso.

Ho tanta fede che mi brucia; certo

chi mi vedrà dirà è un uomo di cenere

senz’accorgersi ch’era una rinascita.

.

             Eugenio Montale.

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Una donna che legge

dipinto – Vladimir Volegov –

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Non innamorarti di una donna

che legge,di una donna che sente troppo

di una donna che scrive…

Non innamorarti di una donna colta

maga delirante pazza.

Non innamorarti di una donna che

pensa, che sa di sapere e che inoltre

è capace di volare,

di una donna che ha fede in se stessa.

Non innamorarti di una donna che ride

o piange mentre fa l’amore,

che sa trasformare il suo spirito in

carne, ancor più, di una donna che

ama la poesia

( sono loro le più pericolose ),

o di una donna capace di restare

mezz’ora davanti a un quadro

o che non sa vivere senza musica.

Non innamorarti di una donna intensa,

ludica, lucida,ribelle, irriverente.

Che non ti capiti mai di innamorarti

di una donna così.

Perchè quando ti innamori di una

donna del genere,

che rimanga con te oppure no,

che ti ami o no,

da una donna così, non si torna indietro

Mai.

.

Marta Rivera Garrido

.

Boris Ivanovich Kopylov

dipinto –Boris Ivanovich Kopylav –

Sul palco della vita

dipinto – Caspar David Friedrich –

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Ognuno scrive e riscrive il suo copione,

lo recita, caratterizzando il personaggio

che crede di dover interpretare in

quell’opera monumentale, a tratti

tragica, drammatica, sentimentale,

romantica e a volte persino comica,

chiamata vita. Ognuno sale su quel

palco e si deve ritagliare una parte,

piccola o grande che essa sia poco

importa, perchè in quel momento, quello

è il suo tempo, in quell’attimo lui, per

lui diviene il protagonista assoluto,

padrone della scena, questo a prescindere

se sia solo comparsa o grande attore,

perchè ci mette l’anima e ci aggiunge

anche il cuore. Perchè come è risaputo,

questo è il teatro della vita, un’opera

sempre in cartellone, senza mai concedere

una replica o una pausa di riflessione.

Dove non ci sono spettatori, perchè

siamo tutti perennemente attori.

E’ vero che c’è chi dimentica la battuta

e resta silenzioso, o chi non sa più

quale sia il suo ruolo, ma la recita va

avanti e di quel silenzio e di quello

smarrimento nessuno se ne avvede,

perchè pensano che faccia parte del

mestiere, dell’attore consumato che perde

il filo e dove meglio crede lo riallaccia,

solo per rendere più vera, più autentica,

la sua faccia.

.             Xavier Wheel.

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La mia nipotina

La strada non presa

     dipinto di –Leonid Afremov –

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Due strade divergevano in un bosco

d’autunno e spiacente di non poterle

percorrere entrambe, essendo solo,

mi fermai a lungo e guardai

per quanto possibile,

in fondo alla prima, verso dove

svoltava, in mezzo agli arbusti.

Poi presi l’altra, anch’essa discreta

forse con pretese migliori,

perchè era erbosa e meno segnata

sebbene in realtà le tracce fossero

uguali in entrambe le strade.

Ed entrambe quella mattina erano

ricoperte di foglie che nessun passo

aveva annerito.

Tenni la prima per un altro giorno,

anche se sapendo che una strada

porta verso un’altra strada,

dubitai di poter mai tornare indietro.

.

Racconterò questo con un sospiro

tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco e io,

io presi la meno battuta.

Questo ha fatto la differenza.

.           Robert Frost

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A mio padre

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  – 19- 9 – 1894 –

Se mi tornassi questa sera accanto

lungo la via dove scende

l’ombra azzurra già che sembra

primavera, per dirti

quanto è buio il mondo…..

.

Mi basterebbe che tu fossi vivo

un uomo vivo

col tuo cuore è un sogno.

Ora alla terra è un’ombra

la memoria della tua voce

che diceva ai figli:

– Com’è bella la notte

e com’è buona ad amarci così

con l’aria in piena

fin dentro al sonno – Tu vedevi

il mondo nel plenilunio

sporgere a quel cielo,

gli uomini incamminati verso l’alba.

.

         Alfonso Gatto.

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Il compleanno

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    –    16 – 9 – 1891 –

…… e non importa se ora

ho qualche lacrima per te,

per tutti quelli che come te aspettano

e non sanno che cosa.

Ah, gentile morte,

non toccare l’orologio in cucina che

che batte sopra il muro.

Tutta la mia infanzia è passata sullo

smalto del suo quadrante,

su quei fiori dipinti; non toccare le mani

il cuore dei vecchi.

Ma forse qualcuno risponde?

O morte di pietà, morte di pudore.

Addio, cara, addio mia

dolcissima Mater.

    .

             – Salvatore Quasimodo

cuore rosso

 

Invecchiare ( istruzioni )

dipinto – Rosalba Carriera –anziana-con-porro1

Non è facile invecchiare con garbo.

Bisogna accertarsi della nuova carne,

di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi

nei. Bisogna lasciarla andare via, la

giovinezza, senza mortificarla di una

nuova età che non le appartiene, occorre

far la pace con il respiro più corto, con

la lentezza della rimessa in sesto dopo

gli stravizi, con le giunture, con le

arterie, con capelli bianchi

all’improvviso, che prendono il posto

dei grilli per la testa.

Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una

nuova era, reinventarsi, continuare ad

essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti

per farli brillare come minuscole cariche

di polvere da sparo. Bisogna coltivare

l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada,

scegliere con cura gli altri umani,

allontanarsi dal se, ritornarci, cantare,

maledire i guru, canzonare i paurosi,

stare nudi con fierezza, invecchiare

come si fosse vino, profumando e facendo

godere il palato, senza abituarlo agli

sbadigli. Bisogna camminare dritti,

saper portare le catene, parlare in altre

lingue, detestarsi con parsimonia.

Non è facile invecchiare,

ma l’alternativa sarebbe stata di morire

ed io ho ancora tante cose da imparare.

.

            Cecilia Resio.

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Era maggio

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Io ti amai e fu di maggio.

Era il mese delle spose,io ti amai quel

mese, quando nascono le rose,

Profumavi nei tuoi gesti con le spine

ancor nascoste.  Era maggio,

era maggio era il mese dei colori

Quanti fiori nei giardini ma io amai

quella rosa, che non fu per me

per sempre, come il mese e le sue spose

Ora vivo di ricordi di quel mese che era

maggio, sui balconi rose rosse ma

non c’è la mia di maggio.

Quanti fiori nasceranno, quante rose

sbocceranno, e chissà dov’è la mia

col suo sguardo innamorato.

Con le spine ormai nel cuore io amo

ancor quel fiore, ma è un ricordo di un

amore che io lascio nel mio cuore.

Era il mese dell’amore, era il mese

delle spose, era il tempo delle rose,

era maggio era maggio…

…io ricordo che eri un fiore, una rosa

senza spine, un ricordo senza fine.

Eri fresca e genuina come l’erba

mattutina, eri dolce e innamorata

come l’alba appena alzata.

Ma una rosa con più spine non può

amare più di prima, non può amare

come nasce in un mese senza spine…

.

.                    Davide Bianco

          

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La bolla di sapone

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Sai cos’è una bolla di sapone?

L’astuccio trasparente di un sospiro.

Uscita dalla canna vola in giro,

ballozolando senza direzione,

per farsi dondolar, come che sia,

dall’aria stessa che la porta via.

Una farfalla bianca, un certo giorno,

vedendo questa palla cristallina…

che rifletteva come una vetrina

tutte le cose ch’essa aveva attorno,

le andò incontro e la chiamò –Sorella!

Fatti ammirare! oh, come sei bella!-

– Son bella, si, ma duro troppo poco.

La vita mia, che nasce per un gioco

come la maggior parte delle cose,

   sta chiusa in una goccia.-

              Tutto quanto

      finisce in una lacrima di pianto.

.                         

                             Trilussa.

        

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