Piccola farfalla blu

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Maschere

Non lasciarti ingannare da me,

non lasciarti ingannare dalla maschera che indosso.

Una, mille maschere,

che ho paura di togliermi, anche se nessuna mi somiglia

L’arte della finzione è per me una seconda natura,

ma non lasciarti ingannare. Do l’impressione di essere sicuro,

fingo che tutto vada bene e fili liscio dentro e fuori di me;

mi definisco vincente e ostento indifferenza, dico che le acque

sono calme ed è tutto sotto controllo,

che non ho bisogno di nessuno. Ma non credetemi

la mia superficie può sembrare tranquilla, ma la mia superficie

è la mia maschera, sempre diversa e sempre finta.

Sotto non c’è soddisfazione. Sotto c’è confusione paura e

solitudine. Però la nascondo. Non voglio che qualcuno le veda.

Tremo al pensiero che le mie debolezze e paure

vengano messe a nudo.

Ecco perchè faccio di tutto per nasconderle con una maschera,

una facciata disinvolta e sofisticata che mi aiuti a fingere

che mi faccia scudo da quello sguardo che sa.

Ma è proprio tale sguardo la mia salvezza, la mia unica salvezza,

e io so che se è seguito dall’accoglienza, se è seguito dall’Amore,

è l’unica cosa che mi assicurerà ciò che io non posso assicurare

a me stesso: che valgo qualcosa. Ma questo non te lo dico.

Non oso, ho paura, paura che il tuo sguardo non sarà seguito

dall’accoglienza, non sarà seguito dall’Amore.

Eppure voglio che tu sappia quanto importante sei per me,

come tu solo puoi abbattere il muro dietro il quale tremo.

Solo tu puoi togliere la mia la mia maschera.

Non sarà facile per te, ma mi è stato detto che l’amore è più

forte dei muri, e in questo sta la mia speranza.

Per favore, prova ad abbattere quei muri con mano ferme

ma gentili… perchè un bambino è molto sensibile.

Charles C. Finn

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Buona Pasqua

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E ti vengo a cercare

Riposare in Dio

da un discorso di – Thich Nhat Hanh





Tu sei un’onda.

Sei così stanca di andare su, di andare giù.

Hai paura della tua vita, hai paura di morire.

Ti senti una vittima.

Vai cercando qualcosa di solido, qualcosa che sia duraturo,

Qualcosa che ti dia salvezza.

Immagina di essere un’onda che va in cerca dell’acqua…

La cosa straordinaria è che sei un’onda

non hai bisogno di andare in cerca dell’acqua

perchè qui e adesso tu sei acqua.

Dio non è qualcosa che sta al di fuori di noi.

La realtà, il nostro rifugio, non è qualcosa

da cercare al di fuori di noi,

è proprio dentro di noi.

Riposare in Dio significa

prendere rifugio nella Realtà.

Non devi correre e correre, ma tornare a casa

in te stessa, come fa l’onda.

Se l’onda continua a correre non incontrerà mai l’acqua.

L’unico modo per l’onda di trovarsi con l’acqua

è tornare a casa in se stessa.

il mio mondo

A mio padre

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Se mi tornassi questa sera accanto, lungo la via

dove scende l’ombra azzurra già che sembra primavera,

per dirti quanto è buio il mondo e come

ai nostri sogni in libertà s’accende di speranze di poveri

di cielo, io troverei un pianto da bambino e gli occhi

aperti di sorriso, neri neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,

un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.

Ora alla terra è un’ombra la memoria della tua voce che

diceva ai figli: “ Com’è bella la notte e com’è buona ad amarci

così con l’aria in piena fin dentro al sonno “

Tu vedevi il mondo nel novilunio sporgere a quel cielo,

gli uomini incamminati verso l’alba.

Alfonso Gatto.

Carnevale

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Per fare un vestito  ad Arlecchino ci mise una 

toppa Meneghino, ne mise un’altra Pulcinella,

una Gianduia e una Brighella.

Pantalone vecchio pidocchio, ci mise uno strappo

sul ginocchio e stenterello largo di mano

qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì fece un vestito stretto così.

Arlecchino lo mise lo stesso ma ci stava 

un tantino perplesso

Disse allora Balanzone, bolognese dottorone

ti assicuro e te lo giuro che ti andrà bene il mese 

venturo se osserverai la mia ricetta: Un giorno

digiuno e l’altro bolletta.

               Gianni Rodari.

 

 

Questo amore

Com’è la vecchiaia?

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Il mondo dei vecchi di tutti i vecchi, è, in modo più o meno intenso, il mondo della memoria. Si dice: alla fine tu sei quello che hai pensato, amato, compiuto. Aggiungerei: tu sei quello che ricordi. Sono una tua ricchezza oltre gli affetti che hai alimentato, i pensieri che hai pensato,le azioni che hai compiuto, i ricordi che hai conservato e non hai lasciato cancellare, e di cui tu sei rimasto il solo custode. Che ti sia permesso di vivere sino a che i ricordi non ti abbandonino e tu possa a tua volta abbandonarti a loro. La dimensione in cui vive il vecchio è il passato. Il tempo futuro è per lui troppo breve perchè si dia pensiero di quello che avverrà. La vecchiaia diceva quel malato, dura poco. Ma proprio perchè dura poco impiega il tuo tempo non tanto per fare progetti per un futuro lontano che non ti appartiene più, quanto per cercare di capire, se puoi il senso o il non senso della tua vita. Concentrati. Non dissipare il poco tempo che ti rimane. Ripercorri il tuo cammino. Ti saranno di soccorso i ricordi. Ma i ricordi non affiorano se non vai a scovarli negli angoli più remoti della memoria.Il rimembrare è un’attività mentale che spesso non eserciti perchè faticoso o imbarazzante. Ma è un’attività salutare. Nella rimembranza ritrovi te stesso, la tua identità,nonostante i molti anni trascorsi, le mille vicende vissute. Trovi gli anni perduti da tempo,i giochi di quand’eri ragazzo, i volti, la voce, i gesti dei tuoi compagni di scuola,i luoghi sopratutto  quelli dell’infanzia,i più lontani nel tempo ma più nitidi nella memoria….

                 .Norberto Bobbio

 

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